Terza serata del 58° Festival di Sanremo – I Duetti

Baudo e Chiambretti scendono per la prima volta insieme la scalinata del teatro Ariston per aprire la terza serata del Festival di Sanremo. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, in questa serata  i big saranno impegnati nei duetti. Lo spazio per le parole è ridotto, Chiambretti lo sa e ne sfodera subito una delle sue: «Questo Festival ha tanti difetti ma un pregio ce l’ha: per 5 serate non andrà in onda Porta a Porta». Prima della gara, i due conduttori affrontano il caso Bertè. La prima artista ad esibirsi, come annunciato fuori concorso, è proprio Loredana, che mentre sfoga la sua rabbia in ‘Musica e Parole’, accompagnata da Ivana Spagna, si ammanetta al microfono in uno dei momenti che passeranno certamente alla storia di questo Festival. «Ho realizzato una canzone della Madonna», ha detto la Bertè prima di esibirsi, e dopo la canzone ha commentato la probabile assegnazione del premio della critica che porta il nome di sua sorella Mia Martini: «Pensavo di fare un festival normale, non volevo questo premio come regalato, perché me lo meritavo». Chiambretti avvisa il pubblico che quello della Bertè non sarà l’unico caso del Festival: «Tu non sai ma ce n’è un secondo – dice rivolto a Baudo – il truccatore della canzone della Tatangelo non è gay».
Dopo essersi divise le prime due serate, questa sera Andrea Osvart e Bianca Guaccero occupano insieme il palco, tributando a metà serata con i loro abiti un omaggio a Gianfranco Ferrè, lo stilista italiano recentemente scomparso. La puntata ha un ritmo più vivace soprattutto grazie ai duetti, con alcune versioni molto convincenti e i cantanti più sciolti rispetto alle prime due serate. Tra le interpretazioni più belle quella di Max Gazzè con Marina Rei alla batteria e Paola Turci alla chitarra, Sergio Cammariere con la regina della bossanova Gal Costa, i Tiromancino con l’energia del sax di Stefano di Battista ed Eugenio Bennato con la voce grintosa di Pietra Montecorvino.
Ad impreziosire il pezzo di Gianluca Grignani sono stati i Nomadi, mentre la guest-star della serata porta sicuramente il nome di Michael Bolton. Il cantante americano ha accompagnato Anna Tatangelo, quasi sovrastandola nell’esecuzione. Seduto in prima fila, ad applaudirli c’era un entusiasta Gigi D’Alessio, nella poltrona occupata nelle prime due serate da Alba Parietti.
Singolare la versione del brano di L’Aura, che ha portato sul palco dell’Ariston il collettivo dei Rezophonics, impegnati insieme alla collaborazione di un centinaio di artisti in un progetto umanitario di sensibilizzazione sull’emergenza idrica.
Spettacolari le suggestioni del tango argentino nell’esibizione di Giò Di Tonno e Lola Ponce, che hanno portato sul palco i ballerini de Los Vivancos, mentre Mietta ha scelto una versione a cappella insieme ai Neri per caso. Frankie Hi Nrg è stato affiancato da Simone Cristicchi, vincitore dello scorso anno, Mario Venuti si è riproposto con i Denovo, il gruppo con cui si era esibito già 20 anni fa all’Ariston.
Baudo e Chiambretti riducono al minimo gli intermezzi tra i brani: il primo ammette che «il Festival ha qualche problemino, è come il Paese, non si può pensare che sia un’isola felice», mentre il secondo, spesso interrotto dal direttore artistico, a un certo punto si lascia scappare un: «Se una me la fai dire…». Poi quando Chiambretti invoca la novità, Baudo viene risucchiato da un telo azzurro dal quale, però, spunta Daniele Piombi.
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