Uno c’ha rimesso le penne per questo!

A volte ti senti come ora. Vorresti mandare tutto all’aria e senti dentro un moto di ribellione assurda, fantasmagorica in cui urleresti come un pazzo prendendo a calci e pugni qualsiasi cosa visibile e invisibile.

Invece no, mantieni la calma creandoti una ragione e convincendoti che non è quello che pensi. Menti a te stesso sapendo di mentire e la cosa è fastidiosa ma la sopporti un po’ per la tua sanità mentale, un po’ per i sogni che non vuoi abbandonare.

Ti metti a fare mille cose ma quando ti fermi a pensare dici ‘ cacchio, non doveva andare così!’ I tuoi progetti sono saltati, le cose che t’eri immaginato per te sono in fumo e la tua vita ora un po’ ti fa sentire una merda, un po’ ti fa sentire ribelle.

In realtà credo che l’errore stia nel sogno…non hai sognato, hai supposto degli eventi e li hai supposti come li avresti voluti. La scienza e il metodo galileiano insegnano che si devono tenere presenti numerose variabili e anche la riproducibilità sperimentale! E questo a priori non si poteva fare…

Ti mancavano le basi per capirlo. Come quando alle superiori ti insegnano l’asintoto senza spiegarti i limiti, ti manca qualcosa, ti manca la chiave.

E quando studi i limiti e li capisci veramente, dici ‘ wow, non è una cosa da poco…è geniale’ e cerchi di rapportare tutte le cose che ti illuminano la conoscenza alla vita, ti senti un genio.

Ma l’imprevedibilità fa parte della vita ed è apprezzabile anche per questo vivere. Ad ogni sconfitta ti senti sempre più stanco e la maggior parte delle volte dai la colpa a te stesso, alla tua persona.

Non è il caso. Non è colpa tua, almeno non completamente.

Smettere di credere nelle tue capacità è la parte peggiore, quella alla quale non dovresti arrivare. Ognuno costruisce la propria vita passo dopo passo, certo i desideri devono esserci e sono fondamentali come i sogni, ma realizzarli è la cosa più importante.

In termodinamica ti hanno insegnato una legge fantastica che ti fa capire che non importa il percorso ma il punto di inizio e il punto di arrivo e per spiegartelo disegnavano sulla lavagna super gigante due puntini uno al lato destro e uno al lato sinistro e li collegavano con una linea retta e poi ti spiegavano che quella linea alla fine non rappresentava nulla che anche se partivi dal punto di inizio e disegnavi tutta una linea piena di curve che andava per tutta la lavagna e poi arrivava al punto di fine era la stessa cosa.

A volte tieni in considerazione solo poche cose di tutte quelle che la sicenza e la vita stessa ti hanno insegnato, è un vero peccato.

A volte sei troppo severo con te stesso e troppo impegnato a rimproverarti che non riesci a vedere quanto in realtà sei fortunato e felice.

E così ti ritrovi insoddisfatto, perchè ‘non era così che doveva andare’.

Quello che ti succede avviene per insegnarti quanto è importate ricominciare. Chi non cade mai la volta che cade muore e non insegnerà mai nulla a chi verrà dopo di lui.

Leopardi diceva che ‘vivere è di per se stesso un soffrire’ … è vero ma perchè non cerchiamo di andare al di là di queste parole…cerchiamo di andare oltre la parola soffrire intesa come strazio e tristezza.

Soffrire deriva da suffèrre cioè da sub sotto e ferre portare. Portare sotto…è il nostro bagaglio di esperienza! Certo non è che uno deve solo avere esperienze sofferenti per avere esperienza ma sono importanti anche quelle.

Bisogna avere PAZIENZA. Ricordi il detto ‘la pazienza è la virtù dei forti’ , tuo padre te lo ripeteva sempre, e non ti sei mai chiesto perchè? Perchè ‘pazienza’ è ‘coraggio di soffrire bene’ infatti l’etimologia della parola pazienza viene dal verbo latino ‘pati’ = soffrire! Soffrire bene non vuol dire che devi straziarti ben bene di sofferenza ma che la sofferenza sia affrontata nel modo giusto. Il modo giusto è quello di vivere l’evento triste, prenderti cura di te stesso e fare tesoro dell’esperienza per ricominciare e reinventarti nuovamente in modo ancora più energico e positivo. Se pensi che queste siano solo tante belle parole inutili, riflettici solo un po’ su. Faber est suae quisque fortunae – Ciascuno è artefice del proprio destino.

Credimi.

1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Acida
    Lug 18, 2008 @ 12:49:08

    Brutti brutti quei momenti.Sembrano interminabili,come se fosse un circolo vizioso eterno,una follia.Ma servono a renderci più forti per l\’avvenire,dopotutto il mio motto è anche il mio detto preferito "Anche il minuto più triste dura 60 secondi".
    E va bene così. Chi siamo noi per reputare cosa è giusto o sbagliato?

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