Il giallo di Elisa e il “Parrucchiere”

Ancora un caso che terrà occupati per un po’ i cronisti e i curiosi di cronaca nera. E ne leggeremo tante di storie, di intrighi e avremo per un po’ argomenti di discussione. Certo il gusto del macabro non ci manca e non credo ci manchi neppure il piacere della chiacchiera.

Ci interrogheremo prima e ci costruiremo luoghi comuni poi. Come l’altro giorno una mamma stressata sull’autobus diceva che se ieri pomeriggio suo figlio avesse continuato a piangere sarebbe successa una “Franzonata”. Una Franzonata? Inorridita dall’idioma coniato ho pensato anche a cosa possa essere minacciare il proprio coinquilino universitario di una “Garlascata” e sinceramente spero che nessuno mai usi il nome di Elisa Claps per creare surreali trasposizioni della realtà per descrivere modi di agire e di comportarsi, si spera, puramente a scopo figurativo.

Il “dovere di cronaca” ci affoga di particolari agghiaccianti che stimolano la nostra immaginazione e ci piacciono. Perchè ci affascinano i casi strani, irrisolti o semplicemente la violenza e l’orrore.

Io amante dei gialli, poi, seguo la cronaca a puntate della realtà come fosse il mio Marvel preferito. E Poirot qui stonerebbe e basta perchè la realtà è migliore di qualsiasi immaginazione. Sui libri ci hanno sempre raccontato che il delitto perfetto non esiste e persino gli addetti della scientifica lo dimostrano nei loro libri.

Peccato che ci siano tanti casi irrisolti e tanti ancora su cui si indaga, da anni.

Lo sapremo mai se la Franzoni ha ucciso Samuele? Ci dicono di sì, che è stata proprio lei, gli psichiatri dicono lo abbia rimosso e noi ci crediamo. Lei dice di no. E’ fiera e convinta e questa contraddizione seppure nella nostra razionalità sappiamo che probabilmente per quello che è successo è proprio lei l’assassina, il nostro inconscio si eccita e ci sembra di vedere Hannibal Lecter. Ci attrae come ci attrae il personaggio del film che noi sappiamo colpevole.

Ed è curioso come la notorietà di alcune città venga associata a questi eventi mediatici. Perchè se questi casi sono “famosi” è solo per i continui servizi televisivi, gli articoli, le trasmissioni intere.

Questa volta stiamo scoprendo Potenza. Cosa ci importa che Potenza è una delle 27 città insignita della Medaglia d’oro come “Benemerita del Risorgimento nazionale” perchè fu la prima città del Mezzogiorno a insorgere contro il governo borbonico? E forse è più interessante sapere che di Potenza è Carmen Di Pietro o Arisa che il fisico Eligio Perucca e la sua scoperta dell’effetto fotoelettrico di contatto o dello strato di sbarramento e la costruzione di un nuovo tipo di elettrometro, conosciuto come Elettrometro di Perucca, che riuniva le qualità di alta sensibilità e piccola capacità elettrica e cosa importa se Perucca nel 1913 costruì un analizzatore di elettricità a penombra, noto come Bilamina di Bravais-Perucca, ancora oggi non superato in precisione?

Però ci piace sapere che una ragazza di 16 anni, il 12 settembre del 1993 sparisce per essere ritrovata 17 anni dopo con la putrefazione del caso, corpo in decomposizione, volto mummificato, maglietta bianca ormai sporca dagli escrementi dei piccioni e dal fango, il braccio destro lungo il corpo. Ci sono voluti 17 anni perchè le donne delle pulizie la trovassero. Di certo queste donne delle pulizie non erano molto indaffarate nel loro lavoro. La Chiesa della SS Trinità doveva essere molto sporca, non c’era tempo per pulire anche il sottotetto!

Ma poi, ecco lo scoop. Le donnine delle pulizie e il viceparroco brasiliano lo sapevano che c’era un morto là, l’avevano visto tre mesi fa! Cribbio gli doveva aver fatto proprio schifo, oppure hanno pensato a un’allucinazione, si saranno messe paura. In ogni caso per tre mesi sono andati tutti a dormire sapendo che in soffitta giaceva un corpo morto ammazzato, interessante.

In questa vicenda ci mettono bocca tutti, persino l’ex Rettore dell’Università che siccome non se lo fila più nessuno, spara a zero sull’omertà e sul clientelismo della città,il magnifico forse ha dimenticato i suoi anni da Barone!

Dicono che Elisa avesse da poco lasciato il fidanzatino Danilo,20 anni. Lo chiamano “il parrucchiere” perchè pare avesse la curiosa perversione di tagliare le ciocche di capelli delle ragazze incontrate sull’autobus. Dicono che sia timido e introverso, che avesse paura delle donne. Non si direbbe visto che il delinquentello sei anni prima era stato denunciato per aver legato e seviziato in un cortile due ragazzini ferendoli con un coltello.

In ogni caso Elisa ci aveva visto lungo e lo aveva scaricato, se non altro per preservare lo scalpo o perchè era gelosa delle ciocche di capelli che trovava nelle tasche della giacca di lui…mah. Lui le vuole parlare, lei gli dice di incontrarsi una Domenica a Messa. Elisa racconta all’amica Eliana che deve incontrare Danilo e le dice di vedersi dopo l’incontro. L’amica l’aspetta, ma Elisa non arriva e se ne và. Iniziano le ricerche, la cerca la famiglia, telefonano a Danilo che dice che ci ha parlato e poi che la ragazza se ne sia andata via da sola e che lui sia rimasto in chiesa a pregare un po’, mistero della Fede!

Peccato che i fratelli che lo incontrano lo vedono sudato e ferito a una mano. Dice si sia ferito alle scale mobili vicino al cantiere. Io fin da piccola faccio acrobazie sulle scale mobili e non mi sono mai ferita!

Sarà perchè il papà di Danilo è un uomo importante a Potenza, il Direttore della Biblioteca e il figlio non se lo fila più nessuno. Alcuni dicono di aver visto Elisa dopo la messa in giro…mentono, ma perchè?

Danilo intanto non viene interrogato perchè il padre se lo porta via, un collega di lavoro lo accusa di stranezze e lo riferisce alla polizia, pare abbia incubi nel sonno e che se vede la polizia gli vengano le crisi di panico. Pare che Elisa non la cerchi nessuno e pare che Danilo spinto dal trend della fuga dei cervelli si trasferisca in Inghilterra.

Qui si sposa con una donna di 42 anni che viene ritrovata uccisa coi seni mutilati e due ciocche di capelli in mano. Non ci sono prove su Danilo anche se è il primo sospettato anche in questo caso.

Oggi viene ritrovata la povera Elisa e dopo 3 mesi di riflessione lo si rende noto alla polizia. Alla soffitta si poteva accedere solo tramite 2 porte chiuse a chiave.

Il viceparroco era in pausa di riflessione perchè aspettava di dirlo prima al Vescovo che momentaneamente era assente. Il povero viceparroco pensava a dei “semplici” riti satanici, poi si ammala e se lo dimentica!

Le indagini continuano, le trasmissioni televisive si alternano, la Polizia Scientifica conferma l’omicidio, ci dice che Elisa aveva i pantaloni sbottonati, che forse aveva tentato di resistere a uno stupro, Danilo sempre l’unico indagato, sempre si dichiara innocente continua a vivere in Inghilterra. A questo punto aspettiamo gli sviluppi e che Dio salvi la Regina!

 

Irina

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