Mi sono sempre chiesta…ma perchè gli americani asciugano i piatti?

Quesito fondamentale della mia personale vita davanti agli innumerevoli film visti fin’ora: ma se gli americani, nei film, mangiano l’hamburger, bevono nel cartone del latte dal frigo, mangiano direttamente dalle scatole…perchè poi ci sono scene di almeno 15 minuti in cui coppie di vario tipo parlano davanti il lavello della cucina mentre lei lava i piatti (innumerevoli piatti e posate e bicchieri e pentolame) e lui li asciuga?
Ma non usano il microonde e il forno? non hanno lì sotto la lavastoviglie al massimo? non potevano mangiare quel panino incartato in un tovagliolo di carta? che cosa hanno bevuto nei bicchieri che per tutto il film hanno riempito di germi tutti gli abitanti della casa bevendo direttamente dalle bottiglie del frigo?

Io quando mi faccio un panino a casa, al massimo sporco un coltello e un bicchiere in cui bevo….ma dove li avete usati tutti quei piatti? e quando avete cucinato con tutte quelle pentole?

Di questo bisognerebbe parlare a Mistero!

Stasera Kebab o Kebap?

Stasera ho voglia di Kebab! In giro per il mondo ho sentito dire anche Kebap…questo ha suscitato la mia ignorante ilarità perchè solo da poco ho scoperto che Kebap non è perchè in Austria non sanno come si scrive Kebap o perchè Kebap è una traduzione turca della parola Kebab in Tedesco bensì questa “carne arrostita” in realtà è chiamata anche shawarma, shawerma, kabap, gyros, kebab…

E’ un piatto a base di carne tipico della cucina turca, persiana e araba.
In Europa Occidentale è diventato famoso, particolarmente tra i tedeschi per la forte presenza dei turchi e per la sua economicità. Insomma il nome Kebab è arabo…Kebap è turco! Scoperto l’arcano, ho anche scoperto che döner kebab non è in realtà riferito al fatto che la carne gira mentre cuoce (letteralmente kebab che gira) bensi al fatto che esso può essere mangiato camminando.

La carne è di solito manzo o pecora o un misto compreso pollo…mai di maiale perchè è vietato nella religione islamica. La carne è così gustosa perchè, com’è tipico in oriente, la carne viene condita o marinata e vengono usate erbe o spezie che sono diverse a seconda del luogo di provenienza: origano, menta, peperoncino, cannella, cumino, coriandolo, aceto…

Varia anche come viene servita, sfusa, in piadine o nel pane arabo (veri e propri panini) e come condimento si aggiungono verdure miste, e varie salse: le più tradizionali sono la harissa piccante, l’hummus a base di ceci etahini (pasta di sesamo) e il tzatziki fatto con yogurt e aglio.

Buon Kebap a tutti!

Maturità 2012: Montale, Jonas, Streve Jobs, Anna Harendt,D’Aquino, Rousseau, Paul Nizan e Calvino

Devo dire che anche quest’anno i temi della Maturità sono stati davvero interessanti.

Tipologia A – Analisi del testo. ‘Montale’ con il brano ‘Ammazzare il tempo’.

Il problema più grave del nostro tempo non è tra quelli che si vedono denunziati a caratteri di scatola nelle prime pagine dei giornali; e non ha nulla in comune, per esempio, col futuro status di Berlino o con l’eventualità di una guerra atomica di struggitrice di una metà del mondo. Problemi simili sono d’ordine storico e prima o poi giungono a una soluzione, sia pure con risultati spaventosi. Nessuna guerra impedirà all’umanità futura di vantare ulteriori magnifiche sorti nel quadro di una sempre più perfetta ed ecumenica civiltà industriale. Un mondo semidistrutto, che risorgesse domani dalle ceneri, in pochi decenni assumerebbe un volto non troppo diverso dal nostro mondo d’oggi. Anzi, oggi è lo spirito di conservazione che rallenta il progresso. Qualora non ci fosse più nulla da conservare il progresso tecnico si farebbe molto più veloce. Anche l’uccisione su larga scala di uomini e di cose può rappresentare, a lunga scadenza, un buon investimento del capitale umano. Fin qui si resta nella storia. Ma c’è un’uccisione, quella del tempo, che non sembra possa dare frutto. Ammazzare il tempo è il problema sempre più preoccupante che si presenta all’uomo d’oggi e di domani.

Non penso all’automazione, che ridurrà sempre più le ore dedicate al lavoro. Può darsi che quando la settimana lavorativa sarà scesa da cinque a quattro o atre si finisca per dare il bando alle macchine attualmente impiegate per sostituire l’uomo. Può darsi che allora si inventino nuovi tipi di lavoro inutile per non lasciare sul lastrico milioni o miliardi di disoccupati; ma si tratterà pur sempre di un lavoro che lascerà ampio margine di ore libere, di ore in cui non si potrà eludere lo spettro del tempo.

Perché si lavora? Certo per produrre cose e servizi utili alla società umana, ma anche, e soprattutto, per accrescere i bisogni dell’uomo, cioè per ridurre al minimo le ore in cui è più facile che si presenti a noi questo odiato fantasma del tempo. Accrescendo i bisogni inutili, si tiene l’uomo occupato anche quando egli suppone di essere libero. “Passare il tempo” dinanzi al video o assistendo a una partita di calcio non è veramente un ozio, è uno svago, ossia un modo di divagare dal pericoloso mostro, di allontanarsene. Ammazzare il tempo non si può senza riempirlo di occupazioni che colmino quel vuoto. E poiché pochi sono gli uomini capaci di guardare con fermo ciglio in quel vuoto, ecco la necessità di fare qualcosa, anche se questo qualcosa serve appena ad anestetizzare la vaga apprensione che quel vuoto si ripresenti in noi.

Tipologia B – Ambito artistico letterario. Tema: ‘Il labirinto’, con documenti di grandi autori come Ariosto, Picasso, Calvino ed Eco.

Tipologia B – Ambito scientifico – Hans Jonas: ‘Principio di responsabilità, un’etica e la civiltà tecnologica’.

Tipologia B – Ambito socio-economico – ‘La crisi e i giovani’ con brani di Steve Jobs. Questa la traccia: “Con la crisi internazionale degli ultimi tempi, un problema ha assunto rilevanza: la disoccupazione giovanile. La questione è drammatica soprattutto in Italia, particolarmente grave nel Mezzogiorno. Spiega come sia stato possibile arrivare a questo punto, e illustra alcune soluzioni possibili, avanzando considerazioni personali”.

Tipologia B – Ambito storico-politico – ‘Hannah Arendt e sterminio degli ebrei’.

Tipologia C – Tema di carattere storico – ‘Il bene comune e individuale’ con brani di D’Aquino e Rousseau.

Tipologia D – Tema di attualità – ‘Avevo 20 anni: sogni e stili delle nuovi generazioni’.

Particolare rialto vorrei dare anche alla frase di apertura del libro di Paul Nizan, Aden Arabia:

Avevo vent’anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita.

Nino Benvenuti racconta la sua esperienza di Esule Istriano

Intervento di Nino Benvenuti alla Premiazione del Concorso “Italiani sempre” organizzato dal Comitato 10 Febbraio, in cui racconta la sua esperienza di esule istriano.

Giovanni Benvenuti detto Nino (Isola d’Istria, 26 aprile 1938) è un ex pugile italiano.

Campione olimpico nel 1960, campione mondiale dei Pesi medi tra il 1967 e il 1970, è stato uno dei migliori pugili italiani e uno tra gli atleti più amati dal pubblico italiano.

Ha vinto il prestigioso premio di Fighter of the year nel 1968. Il suo primo match della trilogia contro Emile Griffith è stato nominato Fight of the year nel 1967, premio attribuito tre anni dopo anche al match perso contro l’argentino Carlos Monzon.

La International Boxing Hall of Fame lo ha riconosciuto fra i più grandi pugili di ogni tempo.

Ora puoi…

Segui la freccia e lasciando la tua email nello spazio bianco e clickando sul bottone, puoi essere aggiornato sui post di questo blog e sulle novità che inserisco. comodamente, dalla tua email. Non esitare, non costa nulla! 🙂

Non scoraggiarti

Non scoraggiarti se sogni il sole
e uscendo ti bagni per la pioggia.

Non scoraggiarti se speri che quel fiore viva
e ti svegli, e lo trovi appassito.

Non scoraggiarti se credi nel sorriso di un uomo
e, poi, lo stesso uomo ti delude…

Non scoraggiarti se doni tutto di te
e poi studiandoti ti scopri un pozzo vuoto,
senz’acqua, privo di tutto:
non scoraggiarti, perché c’è chi riempie quel tuo pozzo
di un’acqua che non si esaurisce mai,
di un’acqua che disseta la mente, il corpo,
e soprattutto l’anima.

Non scoraggiarti se ti rubano la tua libertà,
se i tuoi occhi guardano con amore
e ricevono sguardi di odio, d’invidia:
se tutto di te viene frainteso, non scoraggiarti.

Vivi nella tua libertà, nelle tue convinzioni,
difendendo e potenziando quei valori
che Lui ha posto nel tuo cuore;

vivi donando la gioia e l’amore,
schierandoti dalla parte dei deboli,
dei piccoli, dei sofferenti,
perché è da loro che puoi ricevere molto,
tutto quello che serve a vivere,
e vivi nella certezza che Dio ti ama.