Come apparecchiare una tavola e fare bella figura con gli invitati

Quando si mangia, si sa ognuno ha le proprie abitudini. E’ sempre bene però sapere quali sono le buone maniere da adottare a tavola e soprattutto come apparecchiarla. Capita, prima o poi, di invitare qualcuno a cena o a pranzo. Quante volte vi sarete chiesti, seduti a una tavola apparecchiata alla perfezione quale forchetta usare o in quale bicchiere versare il vino bianco? E’ giunto il momento, in pochi passi, di fare un figurone con amici, colleghi, fidanzati e pasimanti. Oggi impariamo come si apparecchia la tavola e quindi a cosa servono tutti quei bicchieri, piatti e posate davanti a noi.

La tavola deve essere grande abbastanza da non stare tutti appiccicati, ma nemmeno immensa con distanze eccessive tra un invitato e l’altro. La forma del tavolo non importa, è importante che tutti siano a proprio agioLa tovaglia va bene in lino o cotone, evitate tessuti sintetici e plastiche! Certamente dovrà essere adatta al tipo di cena, non mettereste mai la tovaglia con i puffi a una cena di lavoro, no?! Inoltre è bene che sia in tinta con i piatti o comunque coordinata. Usare le tovagliette all’americana, una per ogni commensale, sta andando di moda, ce ne sono di tutti i tipi, se il tavolo è vostro, non usatele altrimenti sicuramente qualcuno verserà qualcosa sul tavolo e sarà un pastrocchio che vi rovinerà il mobile.Il centrotavola serve ad abbellire la tavola, io non lo amo molto, ma qualcosa al centro è anche un modo per iniziare a parlare di qualcosa con gli ospiti specie se non si è molto in confidenza. Fate attenzione a che le composizioni devono essere basse e poco ingombranti per non ostacolare i movimenti e non impedire la vista ai commensali, e che i candelabri devono essere alti, in modo che la fiamma ondeggiante non sia allo stesso livello degli occhi.

piatti, posati su sottopiatti o direttamente sulla tovaglia, si dispongono ad uguale distanza l’uno dall’altro; se sono decorati con disegni, fregi, stemmi, questi devono essere rivolti verso il bordo del tavolo, in modo che la persona seduta possa vederli nella loro corretta posizione. Quando il servizio è effettuato da uno o piu’ camerieri si apparecchia un solo piatto (a pranzo se c’è la minestra in brodo si mettono anche i piatti fondi o le tazze per il consommè) e i camerieri provvedono a cambiare i piatti per le altre portate ma siccome generalmente noi non disponiamo di un cameriere si possono apparecchiare fino a tre piatti (antipasto, primo e secondo), mentre gli altri saranno a portata di mano su un tavolino o su un carrello nelle vicinanze.

Le posate necessarie variano a seconda del menu, la loro posizione è fissa: alla sinistra del piatto le forchette, nell’ordine quella normale e quella da pesce; alla destra i coltelli, normale e da pesce, con la lama rivolta verso il piatto, e il cucchiaio da minestra; le posate da dessert si dispongono orizzontalmente davanti al piatto, la forchetta con il manico volto verso sinistra e il cucchiaio verso destra; tra i due puo’ essere inserito anche il coltello da frutta nello stesso senso del cucchiaino.

bicchieri vanno messi leggermente a destra del piatto davanti al coltello e devono essere almeno due, uno per l’acqua (piu’ grande) e, alla sua destra, uno per il vino (piu’ piccolo).  Se si servono più vini il numero dei bicchieri aumenta, ma vanno sempre posti a destra di quello per l’acqua (in questo caso, per l’acqua va bene anche un bicchiere senza stelo diverso dagli altri).

Il tovagliolo si posa sul piatto o a fianco delle posate: alcuni lo mettono a destra, altri a sinistra; per pranzi non molto importanti puo’ anche essere piegato artisticamente e infilato in un bicchiere.

Il pane viene messo a tavola in appositi cestini portatane; a volte, anche se in Italia non e’ molto frequente, si apparecchiano dei piattini per il pane, a sinistra del piatto davanti alle forchette.

Gli altri oggetti
Sulla tavola non possono mancare sale e pepe; per pranzi informali basta una sola saliera e un solo macinapepe, mentre nelle occasioni importanti viene apparecchiata una piccola saliera ed un portapepe accanto ad ogni posto o tra due piatti.
Altri oggetti come la formaggiera, la salsiera o le coppette lavadita (quest’ultime praticamente in disuso), vengono portati a tavola solo se e quando sono necessari.
Sono banditi portacenere e stuzzicadenti (quest’ultimi, ufficialmente, non esistono: non si mettono a tavola e tantomeno vanno richiesti al cameriere o alla padrona di casa; in pubblico non devono essere utilizzati durante il pasto, ne’ dopo; chi ne avesse proprio bisogno deve rimandare le operazioni di scavo o rimozione appartandosi nel bagno!).
L’acqua, se minerale va lasciata nella sua bottiglia originale, se di rubinetto va servita in una caraffa. Anche il vino, se pregiato va servito nella sua bottiglia, se comune presentato nella caraffa; il vino rosso va aperto in anticipo per farlo “respirare” e togliere cosi’ il tipico sapore di botte.Ora siete pronti! Per indicazioni visive, ecco la foto!
Ed ecco come sistemare gli invitati perché nessuno si offenda:
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Acqua e limone per concludere la giornata

La dieta procede bene, nonostante tutto, nonostante ogni tanto c’è qui e lì uno strappo alle regole. Oggi ho letto un libro interessante sulla dieta a zone, me ne ha parlato un tipo in mattinata e mi ero incuriosita. Ho letto cose molto interessanti ma non credo sia una dieta che faccia per noi italiani…o forse non l’ho capita io. L’ idea di eliminare tutti o quasi i carboidrati mi terrorizza. Forse però è vero che siamo drogati di carboidrati quali pasta e pane. Ed è vero che la VERA dieta mediterranea non comprende un così alto quantitativo di questi 2 alimenti. Questo è un mio punto debole, che tento con tutte le mie forze di correggere, non è facile. -300 g in 3 giorni fanno ben sperare…diciamo che non sono stata diligente soprattutto in uno spuntino e un pasto, avrei potuto fare di meglio. La difficoltà maggiore la incontro nel pomeriggio, in cui ho veramente fame. Il sistema che ho adottato è cenare presto, verso le 19. Anche se prendere questa abitudine, in Italia, è controproducente! Vedremo a distanza di una settimana come andrà.

Regime alimentare controllato? No, dieta.

Oggi inizio ufficialmente la dieta. Eh sì, diciamo che si sta perennemente a dieta durante l’anno, si cerca di non “sgarrare” poi si cade in piccole e grandi tentazioni…a volte si esagera smisuratamente. Si sà che una persona dovrebbe stare sempre a dieta in un certo senso (e qui parte il coro ” nooooooo, non dietaaaaa, REGIME ALIMENTARE CONTROLLATO” -.-“).

Dieta non vuol dire privarsi di qualcosa. In tanti anni di diete e regimi alimentari controllati questo l’ho imparato con certezza. Quello che è importante è essere moderati nelle porzioni, attenti ai condimenti e alle salse, non fare pasticci ed evitare snack poco salubri tipo patatine & co.

Le mie sorelle saranno di certo stanche di sentirmi dire “oggi inizio la dieta” , ma è il cruccio di tante persone che come me amano lasciarsi andare al piacere del gusto e amano anche fare strappi alla regola. Di quelle che quando sono stressate mangiano di più, a cui piace assaggiare un po’ tutto e che non disdegnano mai il salato.

Non aspettatevi da me diete di frutta e verdura con acqua a volontà…a meno che non debba depurarmi da un viaggio in tibet non lo farei mai! Questa volta vi coinvolgerò nelle mie avventure da dieta, chissà che non ci scappi qualche risata o qualche spunto di riflessione filosofico 😀