La Zumba della principiante: come sopravvivere alla prima lezione!

zumbaOggi ho partecipato alla mia prima lezione di Zumba, spinta dal tanto parlarne, dallo sculettare dei sudamericani che ho sempre ammirato e dal divertimento che avrei potuto trarne dalla fatica che ne comporta. La mia amica mi racconta del suo maestro cubano di Zumba tutto culo e sensualità, l’altra amica che si lavora un sacco e fa benissimo…beh proviamolo!

Non so mai come vestirmi quando devo andare a fare lezioni in palestra fuori dal comune, che non siano i classici step, aerobica, tone up, total body e pump…opto per quello che metto solitamente un abbigliamento che nulla ha dello zumba e tutto ha della lanciatrice del peso.

Entro in sala e sono già tutte fomentati, c’è una musica latino americana che ripete in continuazione “SUMBAAAA!!!”…immagino di aver indovinato l’aula. Mi metto di lato, vicino l’uscita, non si sa mai, dovessi venire meno ho più possibilità di defilarmi.

Un uomo tutto muscoloso e virile prova davanti lo specchio a shakerare le spalle ma gli riesce malissimo mentre una donna dai pantaloni color evidenziatore arancione balla in modo isterico. Forse è il caso di andare via…mi dirigo verso la porta ancora incerta ed entra una ragazza mingherlina tutta eccitata e saltellante che mi chiede entusiasta :” Si fa qui zumba?!” Io le dico che credo di sì ma è la mia prima volta. Lei risponde che è lo stesso per lei e non vede l’ora…io ritorno nel mio angolino in attesa del maestro cubano da corteggiare malamente.

Ovviamente, con la fortuna che mi ritrovo, niente maestro giovane, sculettante e cubano, bensì una maestra, 40enne, con la panza ma un culetto perfetto vestita con abbigliamento trandy con sopra ai capi scritto da tutte le parti la parola “Zumba”…che sfiga!

La lezione non è pesante come credevo, un misto di stili di balli sud americani e afro americani, molto agitata…sembriamo tutti pazzi. Piano piano l’irruenza e l’allegria della maestra (bravissima tra l’altro e sensualissima) ci travolge e anche io che sembravo una disadattata mi accingo a qualche movimento sinuoso e a qualche shakeramento di spalle e glutei.

Non ho portato la bottiglietta dell’acqua, mi sento morire, ma mi piace (non sentirmi morire ma la fatica, il sudore, l’allegria). Sembra un gioco, una festa, qualche passo me lo sono perso ma lì non devi essere preciso!

Anche la bambina 13enne chiattona accanto a me era più sensuale ma sono comunque rimasta soddisfatta…è una lezione che fa sfogare, un misto tra ballo e aerobica e balli di gruppo. A un certo punto ho avuto come la sensazione di essere al disco pub dei primi anni dell’università. E poi h0 capito come andarci vestita…se non avete un fisico da urlo, meglio pantaloni molto larghi che fanno sembrare che chissà che mossa stiate facendo con le gambe, fa scena. Sopra canottiera fluo e maglietta molto larga…anche quello fa abbastanza figo.

Ci riproverò anche perchè pare si consumino più di 500 kcal all’ora!

Nasce il sito sisonorottiiplatters.it

Pin up Si sono rotti i platters

Per tutti gli appassionati di Vintage e anche per chi non lo è!

Il nostro è un portale di passioni: musica, moda, film, tutti con una cosa in comune: il vintage. È questa la cosa che ci unisce e che vogliamo condividere con voi. Siamo appassionati di retrò, in tutte le salse, soprattutto in musica. Qui infatti potete trovare varie categorie di argomenti: dalla storia di personaggi famosi a quella dei generi musicali fino a vere e proprie chicche di moda e costume! Non solo si tratta delle migliori annate passate (dagli anni 20 agli anni 90) ma è un vero e proprio punto d’incontro fra chi guarda ai dolci anni che furono con meraviglia e nostalgia di non averli mai vissuti, come noi! Il sito è collegato anche all’omonima pagina su facebook, una radio social! Diventa fan e ascolta i più grandi successi del passato che non tramonta mai! Iscriviti alla nostra newsletter gratuita, per i primi dieci in regalo una pin-up personalizzata!

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Not Old…Vintage!

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Giornata Mondiale contro il Tabacco

Credi che ti faccia essere carina?

Metafora della vita

“Un professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, prese un grosso vasetto di marmellata vuoto e cominciò a riempirlo con dei sassi, di circa 3 cm di diametro. Una volta fatto chiese agli studenti se il contenitore fosse pieno ed essi risposero di sì.

 

Allora il Professore tirò fuori una scatola piena di piselli, li versò dentro il vasetto e lo scosse delicatamente. Ovviamente i piselli si infilarono nei vuoti lasciati tra i vari sassi. Ancora una volta il Professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno ed essi, ancora una volta, dissero di sì.

 

Quindi il Professore tirò fuori una scatola piena di sabbia e la versò dentro il vasetto. Ovviamente la sabbia riempì ogni altro spazio vuoto lasciato e coprì tutto. Ancora una volta il Professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno e questa volta essi risposero di sì, senza dubbio alcuno.

 

Così il Professore tirò fuori, da sotto la scrivania, 2 lattine di birra e le versò completamente dentro il vasetto, inzuppando la sabbia.

Gli studenti risero.

“Ora,” disse il Professore non appena svanirono le risate, “voglio che voi capiate che questo vasetto rappresenta la vostra vita. I sassi sono le cose importanti – la vostra famiglia, i vostri amici, la vostra salute, i vostri figli – le cose per le quali se tutto il resto fosse perso, la vostra vita sarebbe ancora piena. I piselli sono le altre cose per voi importanti:come il vostro lavoro, la vostra casa, la vostra auto. La sabbia è tutto il resto… le piccole cose.”

“Se mettete dentro il vasetto per prima la sabbia,” continuò il Professore “non ci sarebbe spazio per i piselli e per i sassi. Lo stesso vale per la vostra vita. Se dedicate tutto il vostro tempo e le vostre energie alle piccole cose, non avrete spazio per le cose che per voi sono importanti.

Dedicatevi alle cose che vi rendono felici: giocate con i vostri figli, portate il vostro partner al cinema, uscite con gli amici. Ci sarà sempre tempo per lavorare, pulire la casa, lavare l’auto. Prendetevi cura dei sassi per prima – le cose che veramente contano. Fissate le vostre priorità… il resto è solo sabbia.”

Una studentessa allora alzò la mano e chiese al Professore cosa rappresentasse la birra. Il Professore sorrise. “Sono contento che me l’abbia chiesto. Era giusto per dimostrarvi che non importa quanto piena possa essere la vostra vita, perché c’è sempre spazio per un paio di birre.”

Danza lenta

Hai mai guardato i bambini in un girotondo ?

O ascoltato il rumore della pioggia

quando cade a terra?

O seguito mai lo svolazzare

irregolare di una farfalla ?

O osservato il sole allo

svanire della notte?

Faresti meglio a rallentare.

Non danzare così veloce.

Il tempo è breve.

La musica non durerà.

Percorri ogni giorno in volo ?

Quando dici “Come stai?”

ascolti la risposta?

Quando la giornata è finita

ti stendi sul tuo letto

con centinaia di questioni successive

che ti passano per la testa ?

Faresti meglio a rallentare.

Non danzare così veloce

Il tempo è breve.

La musica non durerà.

Hai mai detto a tuo figlio,

“lo faremo domani?”

senza notare nella fretta,

il suo dispiacere ?

Mai perso il contatto,

con una buona amicizia

che poi finita perché

tu non avevi mai avuto tempo

di chiamare e dire “Ciao” ?Faresti meglio a rallentare.

Non danzare così veloce

Il tempo è breve.

La musica non durerà.

Quando corri cosi veloce

per giungere da qualche parte

ti perdi la metà del piacere di andarci.

Quando ti preoccupi e corri tutto

il giorno, come un regalo mai aperto . . .

gettato via.

La vita non è una corsa.

Prendila piano.

Ascolta la musica.

(Poesia scritta da un’adolescente malata terminale di cancro)

 

Ora che le chiappe non sono più chiare…

Il Papa oggi ha consigliato ai vacanzieri: “Andiamo per monasteri ed eremi e abbandoniamoci al silenzio e alla contemplazione della natura”. L’invito del Papa mi ha suscitato serenità perchè, chi va in montagna lo sa, è vero che nella natura e nel silenzio si scopre la bellezza del creato. Sia per chi non crede che per chi crede, serve ogni tanto ritrovare se stessi e imparare ad ascoltarsi. Sebbene andare in montagna in Italia non sia così popolare e immediato come andare al mare – il che a tratti è un bene, perchè sarebbe orribile l’invasione della montagna da parte degli stessi vacanzieri caciaroni (il senso affettuoso) amanti del mare – ogni tanto tutti dovrebbero fare una gitarella in montagna.

Recentemente mi sono imbattuta in alcuni escursionisti che non facevano altro che starnazzare mentre salivano…è qualcosa di insopportabile. Quando si cammina ascoltare la natura, concentrarsi sugli odori, sui suoni, sul silenzio, osservare la natura che si dispiega attorno a noi, sentire la stanchezza nelle gambe ed essere felici di essere lì, è una bellissima sensazione.

Non si è stanchi quando si torna da una camminata in montagna, si è temprati.

Auguro a tutti di poter godere, almeno una volta l’anno, dello spettacolo meraviglioso, della pace, della serenità che offre la natura e la montagna in particolare ma di goderne in silenzio, con il sorriso sulle guance rosse per la salita seguendo i passi di chi è davanti a voi e tracciando il sentiero per chi è dietro.

Ora che le chiappe non sono più chiare….basta mare! 😛

Guarda questo guerriero!

Visto che sorriso?

Tu hai iniziato il giorno con un bel sorriso?

Smettiamo di lamentarci delle cose sciocche e godiamoci quello che abbiamo!

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