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Pin up Si sono rotti i platters

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Immortals: una trama mitologica da vedere in palestra

Nell’entusiasmante tripudio di addominali scolpiti e tricipiti mozzafiato Tarsem Singh ci ripropone un aggiornamento del guerriero che è in noi acquisito dopo Il Gladiatore, Troy e 300.

Il re cretese Iperione – ci ritroviamo di nuovo nell’antica e mitologica Grecia che tanto ci affascina – dichiara guerra agli dei. Questo vuol dire guerra agli elleni in quanto si sà, gli elleni sono i soliti raccomandati. Gli dei hanno sempre qualcuno da inseminare per far partorire i loro semidei, quasi mi ricordano le correnti politiche, ognuno crea il suo elettorato così se si va al congresso di fronte a Zeus, si possono fare le alleanze e rimediarci qualcosa tutti quanti. Insomma Iperione, da non confondersi con iper-ione figura mitologica della scienza chimica da supermarket, per vincere la guerra contro gli elleni vuole impossessarsi del leggendario arco di Epiro.

Un eroe che si rispetti, in questi tipi di film, non è Eroe se non ammazza qualcuno, se non va in giro sporco e in mutandoni e se non ha un’arma magica. Ovviamente deve anche essere il più sveglio di tutti e il più inteligente, nonchè riuscire a conquistare l’unica donna bella (bellissima) in circolazione sul set, essere dotato di fisico da paura e incredulo di ciò che gli sta capitando. Non devono mancare le doti da comandante improvvisato e il grande carisma. Nella mitologia greca ognuno ha la sua caratteristica peculiare e se non ce l’ha, gli dei ben provvedono a fornirgli un qualcosa che aumenti la loro popolarità, Gasparri o Vendola gli avrebbero consegnato la presidenza di qualche circolo storico, nella sede storica tal dei tali, ma in questo caso all’Eroe Teseo, figlio di Poseidone, viene assegnato un arco. Quest’arco è capace di sprigionare un’energia straordinaria, nel film addirittura basta tenderlo con la mano e compaiono frecce di energia in numero illimitato, figo! Costruito nell’Olimpo da Ares, dio della guerra, è molto leggero e le sue frecce sono mortali.

Il re Iperione crudele e inquietante, dalla strana usanza psicopatica di tagliarsi la faccia e farla tagliare a chiunque entri a far parte del suo esercito, costringe i suoi a indossare orripilanti maschere antitraspiranti, forse perchè vuole incutere timore, cosa che non riesce verso nessun avversario essi incontrino! Iperione è deciso a liberare i Titani, antichi nemici degli dei dell’Olimpo rinchiusi in una cella nel Monte Tartaro dagli stessi dei, proprio per questo scopo cerca il famigerato arco.

Zeus, giovincello riccioluto dal bel corpo adornato con vesti e monili dorati, tutto sembra tranne che il Dio degli dei. Nell’Olimpo, dove gli dei stanno a bivaccare tipo i nullafacenti in piazzetta della domenica pomeriggio di paese, a guardare gli uomini scannarsi, Zeus comanda ad Ares, Poseidone, Atena, Apollo ed Eracle (alcuni di essi vestiti con esilaranti copricapi) di non intervenire nelle guerre umane perchè lui ha già scelto Teseo per guidare l’umanità contro Iperione e vincere.

Per tutta la durata del film ho atteso la scena di Teseo che libera Arianna dal minotauro conducendola fuori dal labirinto di Creta, invano ovviamente!!! Però ho visto un tripudio di culturismo ben fatto, di mascolinità avvolgente tant’è che lo proprorrei da proiettare nella sala pesi delle palestre per fomentare gli aspiranti culturisti.

I dialoghi tra gli attori non sono ben fatti, sembrano sconnessi, il ritmo non incalza, si alternano troppi momenti di urla e dialoghi fomentati, a momenti di noia mortale in cui non si capisce cosa si stiano dicendo, quasi preghiamo per una scena di sesso che ci tolga da questo imbarazzante sussurrio. Purtroppo non veniamo accontentati, tranne per un breve fotogramma. Ci dobbiamo accontentare dei guerrieri mutandati e della loro virilità, suvvia, quante pretese!

I monologhi pseudo comizi, sono molto belli, pieni di frasi da attingere e riproporre su Facebook o nelle cartoline di auguri agli amici. Le battaglie e le scene ricordano moltissimo 300, ma il paragone non regge. Sebbene però in 300 il regista ci ha fatto diventare quasi ciechi da tutte quelle scene buie qui si intravedono cenni luminosi (anche se il film si svolge sempre nella penombra).

I paesaggi sono bellissimi, valgono la pena del prezzo del biglietto o del noleggio o del tempo speso per vederlo. Tantissime panoramiche in un film che è stato interamente girato all’aperto mi pare di aver letto in Australia. Non posso però sottrarmi dal rivelarvi un particolare esilarante…dopo uno tsunami, alcuni elleni, Teseo compreso, si vedono impregnati totalmente di petrolio! Sì, giuro…almeno così sembra! Vale la pena vederlo quanto l’aereo che passa durante il film Troy!

Da vedere, soprattutto a chi sono piaciuti i film che ho citato inizialmente. Immortals ti fomenta, ti esalta, fa sentire anche te un po’ immortale e soprattutto bisognoso di andare in palestra.

Per i curiosi, ecco l’aereo in una scena del film Troy

Boris – Il film…che fa inorridire

 Il film inizia con un tripudio di falliti della televisione italiana, che per risorgere si affidano al libro “La casta” che tratta dei privilegi della casta politica italiana, di cui un produttore pare aver acquistato i diritti. Renato Ferretti in arte Renè, decide quindi, in preda ad una visione, di tentare la via del cinema. Inizia il colloquio con gli sceneggiatori, di certo gli amici non gli sono d’aiuto, credendolo incapace di creare un film d’autore basato su un libro del genere. Gli altri, tipici italiani, poco interessati, o pronti a cambiare subito idea, senza nessuno spirito pionieristico. Renè si affida quindi agli amici per fare di questo film una commedia stile ‘mpepata di cozze, il tipico film all’italiana per intenderci. Ovviamente questi presunti amici si mostreranno troppo fannulloni per mettersi a scrivere qualcosa di loro pugno, facendo emergere lo spirito italiano, non fare niente dalla mattina alla sera e poi prendersi il merito del lavoro di altri.

Al produttore il film piace senza averlo nemmeno letto e Renè si ritrova a festeggiare l’inizio della realizzazione del film con annesso il festino a base di cocaina. Renè però il suo vecchio cast non lo vuole, con stupore e rammarico di tutti i suoi fedelissimi che lo mandano a quel paese in multicolor, a cui si aggiunge il tentato suicidio dell’attore che volva interpretare Gianfranco Fini a tutti i costi. Iniziano le riprese e Renè si fa inizialmente travolgere dal carattere indipendente degli attori e dall’indisciplina del cast tecnico, fino a che non riesce a prendere in mano la situazione e a suon di parolacce ristabilisce l’ordine su un set che fino a quel momento non aveva ancora portato a nulla. Manda tutti a casa e richiama il suo vecchio e fedelissimo cast.

Le situazioni tragiche per girare questo film non mancano, compresa l’attrice famosa con problemi psichici, chiara parodia dell’ attrice Margherita Buy (identificata con la famosa Marilita Loy insicura e paurosa, che non riesce neanche a tirare fuori la voce sul set) e l’audio disturbato da aerei americani che girano sopra al set per il film della quarta guerra mondiale.

Il film è noioso, non fa ridere, sebbene qualche battuta sia capace di far alzare gli angoli delle labbra, non si va più in là di quello. Il polverone che si era scatenato per l’uscita di questo film è stato davvero fumo negli occhi. Ho saputo che i realtà non è altro che il film di una riuscitissima serie televisiva, e forse tale sarebbe dovuta rimanere. Il titolo “Boris” è il nome del pesce rosso nella boccia che Renè tiene sul suo tavolo di regia e che appare anche sulla locandina. Insomma morale della favola da che si voleva realizzare un film d’autore, questo sarà trasformato in un cinepanettone. In una recensione si legge “in alcuni momenti si raggiungono picchi di lirica genialità”, ma non diciamo sciocchezze! Renè è vittima stupita del sistema, contro cui non riesce a ribellarsi, fino alla fine. E il film si trasforma in un film di quart’ ordine pieno di volgarità, sesso, battute spinte. La casta politica si trasforma in una casta indiana e il titolo diventa “Natale con la Casta” ovviamente un film di grande successoin cui la scena migliore è quella di una scorreggia e la battuta migliore quella con Fini che dice “Mai e poi mai svilire il ruolo del ParlamAnto, ogni cittadino ha dei diritti ma anche dei doveri” a cui un comico risponde “ E ‘sti cazzi!”.

Che tristezza per il cinema italiano! Per la cronaca non si sa che fine abbia fatto il povero pesciolino rosso Boris coinvolto in questo scempio…si dice che si sia suicidato.

Voto: 3/10

Amici, amanti e…

Film scanzonato e moderno. Non la solita smielata di film d’amore ma pur sempre un film a sfondo sentimentale. In ogni modo il film è capace di strappare sorrisi grazie a battute tra amici e situazioni che forse ricordano anche qualche vissuto personale. E’ la storia di Emma e Adam conosciutisi 15 anni prima in un campeggio, incontrati di nuovo a una festa all’università e poi un anno fa. Tutto per caso, ma il caso non esiste e alla fine i due ragazzi a causa di un “trauma” paradossale che vi farà sorridere, finiscono a letto. Emma chiarisce subito di essere “allergica alle relazioni” , Adam non vuole avere per ora relazioni e complicazioni e così fanno un patto: rinunciano a coinvolgimenti emotivi,niente obblighi, niente bugie, niente emoticons sugli sms, nessuna colazione insieme al mattino, niente “mi manchi” nè soprannomi solo amici e amanti. E questa pare sia la soluzione ideale che rende le loro vite felici. Ma possono due amici fare sesso senza innamorarsi? Il secondo tempo è certamente più smielato e molto più sentimentale, ma del resto è una commedia d’amore e per chi ama il genere questo film è anche troppo hard nella prima parte. Finale scontato ovviamente, ma bei sentimenti e begli insegnamenti. Non decidiamo mai noi di chi innamorarci e non succede mai come dovrebbe.

Una nota di merito agli amici di Adam e ai loro spassosissimi consigli. Eccezionale il regalo musicale di Adam…un cd interamente dedicato alle mestruazioni, scoprirete i titoli vedendolo.

Voto: 6/10

Cast: Natalie Portman, Ashton Kutcher, Cary Elwes, Lake Bell, Kevin Kline, Olivia Thirlby, Greta Gerwig, Mindy Kaling, Ophelia Lovibond, Phil LaMarr

Genere: Commedia – Durata: 108′ – Regia: Ivan Reitman – Titolo originale: No Strings Attached

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FROZEN : lassù nessuno può sentirti

Stile film da adolescenti del tipo amici che vanno in gita in un posto e gli capita una disgrazia. In effetti è leggero ma piacevole per una serata tranquilla. Non c’è pathos, non c’è suspance, linearissimo ma fatto bene tutto sommato. Da vedere pima di partire per la  “settimana bianca” così vi accompagnerà una scossa adrenalinica mentre sarete sulla seggiovia ma solo se siete un po’ paranoici. Tre amici una Domenica se ne vanno in gita in montagna per divertirsi con lo snowboard e gli sci sulla neve. Tirano la corda un po’ troppo nel chiedere favori a un addetto alla seggiovia finché non rimangono immersi in un incubo.Rimangono infatti bloccati sull’impianto prima della loro ultima discesa. Il problema è che l’impianto riaprirà solo Venerdì e nessuno si accorge di loro. Come fuggiranno? Sopravviveranno al gelo e alle insidie della montagna? La cosa divertente è immaginare cosa faresti tu nella stessa situazione mentre vedi le azioni dei protagonisti. Finale quasi scontato. Consiglio la visione del film quando si ha voglia di qualcosa di leggero da guardare con la propria o il proprio fidanzato di domenica pomeriggio.

Voto: 6/10

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Il Rito: puoi sconfiggerlo solo se ci credi

E’ proprio vero, il film a sfondo religioso non stanca mai. Lo preferisco ai film sugli alieni e sul paranormale forse perchè al paranormale non ci credo o quasi e al Male sì o di più. Nonostante troppi ne abbiano fatto di film sugli esorcismi , Anthony Hopkins è sempre insuperabile. In questo caso è Padre Lucas in una Roma a dir poco strana, pessima scenografia che rappresenta tutto quello che pensano gli americani dell’Italia. A Roma non ho mai visto Taxi che dopo aver scaricato il passeggero ripartono sgommando nè motorini da tutte le parti stile Napoli e così via. Ma il film non è questo anche se un quadro con una brutta cornice non ha lo stesso effetto per i miei gusti. Un giovane seminarista che ha capito di non voler fare il prete, viene invece mandato a Roma a studiare gli esorcismi e si imbatte in un esorcista molto importante e famoso, Padre Lucas appunto.Il film scorre veloce, non è parodistico tipo L’esorcista, nè terrificante. Il film parla del Diavolo e delle possessioni. Parla di chi non crede e scopre che il male non può essere sfidato e che la forza per sconfiggerlo non ce la dà lo scetticismo ma la Fede. Non è,quindi, un banale film sull’esorcismo con scene di chi vomita più lontano o di chi lancia secchiate di acqua santa. Certo qualche testa ruota e qualche cosa viene vomitata ma la cosa bella del film è la riflessione sulla forza della Fede…credere in Dio perchè ci salvi, credere nel Diavolo per sconfiggerlo.

Voto: 7/10

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