127 ore : cosa sei disposto a fare per sopravvivere?

Ecco un altro film candidato agli Oscar che ha attirato molto la mia attenzione. E’ difficile rendere interessante un film quasi statico e invece il regista,Danny Boyle, ci riesce. Pessimi precedenti esperimenti di questo tipo come il più recente Buried ( soprannominato da me  Bored) in italiano Sepolto, un tizio che si risveglia rinchiuso in una bara di legno sottoterra munito solo di cellulare.

Questo film racconta la storia dell’escursionista Aron Ralston (James Franco) 28 anni,ingegnere meccanico, e della sua disavventura avvenuta nel 2003. Devo dire che se l’è decisamente cercata,un pazzo furioso in cerca di avventura non se ne dovrebbe andare nel Gran Canyon senza dire a nessuno dove sta andando! La sua smania di avventura gli costa cara e scivolando in un canyon nello Utah rimane bloccato con un braccio schiacciato da un masso.Resta lì 5 giorni munito di una telecamera a cui racconta tutta la sua avventura, le sue paure e che è servita all’attore per interpretare un ruolo che poteva diventare noioso e che invece viene interpretato davvero bene. Il regista è bravo a mostrare Aron combattere contro la natura, contro se stesso, contro le sue paure e i suoi demoni anche. La forza della sopravvivenza la fa da padrona e il film insegna che oltre ad avvisare sempre qualcuno di dove si sta andando è sempre buona cosa portarsi un buon coltellino svizzero e una corda 😀

Nel film non manca lo humor che sdrammatizza situazioni che di umoristico non avrebbero nulla e che non disturbano affatto. Non è decisamente un film da Oscar.

Il regista non si lascia andare in sentimentalismi nè in retorica e riesce a non snaturale la storia reale da cui è tratto. Anzi alla fine del film si vede anche il vero protagonista della storia e il prologo.

Nel settembre 2004 Ralston ha raccontato la sua storia nel libro Between a Rock and a Hard Place, edito da Atria Books; il volume è corredato dalle immagini che lo stesso Ralston aveva scattato durante quei momenti. E’ da questo libro che è tratto il film nonchè dai documenti originali.

Voto: 7/10

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Il cigno nero : ambizione,passione,bellezza e morte

Ho iniziato a vedere, i film candidati all’Oscar. Alcuni li avevo già visti prima del verdetto di pochi giorni fa che ha decretato vincitore “Il discorso del Re”.Ma in Italia i film arrivano un po’ in ritardo. Anche perchè mi piace scoprire come viene è stato doppiato e fare il confronto con la versione in lingua originale.

Il cigno nero ha come protagonista Natalie Portman che interpreta Nina una giovane ballerina di New York molto ambiziosa,che si allena da anni e soprattutto che realizza le aspirazione di una madre fallita e che ha reso la figlia ossessionata dalla danza.Nina lavora fino allo stremo delle sue forze fisiche e psichiche per ottenere il ruolo da protagonista del Lago dei cigni, ambito da tutte le ballerine. In questa coreografia però si chiede di più…colei che interpreterà il Cigno Bianco (delicato,innocente, quasi svenevole e romantico) dovrà anche interpretare il Cigno Nero (malvagio,seducente,erotico,passionale). Nina riesce ad ottienere il ruolo, ma è sotto pressione dal coreografo che la vede perfetta nel ruolo del cigno bianco ma non in quello del cigno nero.La pressione psicologica da parte di se stessa e della sua ambizione, da parte della madre, da parte del coreografo che vuole possederla,dell’amica-collega-rivale Lily (Mila Kunis) che vuole sedurla,dalla vecchia prima ballerina di cui subisce il declino,la trasformano e mentre il suo corpo si presta sempre di più a un ruolo di prima ballerina per lo stenuante e costante allenamento, la sua psiche, i suoi incubi,le sue paure si mescoleranno con la realtà.Nina in breve tempo si cala completamente nel ruolo del Cigno Nero e la favola diventa realtà.

Graffiante la linea della storia, mi piace l’ansia da prestazione, la durezza dei dialoghi, la forza di resistere a se stessi per le proprie aspirazioni fino a soccombere. Tutto questo viene descritto con realismo e forza. I colori sono prevalentemente scuri, scontato l’uso continuo di specchi,riflessi,immagini doppie per evidenziare le diverse personalità di Nina, da un regista come Darren Aronofsky non ci si aspetterebbe una cosa così scontata, peccato!La protagonista veramente bravissima nel suo ruolo, condivido l’Oscar come migliore attrice protagonista.

Concordo anch’io sul risultato come miglior film, dei candidati non è il migliore, ma è molto bello, forte , a chi impressionano sangue e carne scuoiata consiglio la visione con qualcun’altro presente o in orari poco notturni.

Voto: 8/10

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